A volte le storie di coraggio tornano dai luoghi più improbabili. Di sicuro rimangono vive nel tempo, perché per ottant’anni una famiglia inglese è stata sempre legata a Monte San Giusto, nonostante anche gli affetti più cari quasi lo ignorassero. Così il ritrovamento casuale di un diario di guerra è stata la luce, seguita dai discendenti dei fratelli John e Frederick Green, soldati britannici che trovarono rifugio nelle Marche durante la Seconda guerra mondiale, che li ha condotti fino alla famiglia sangiustese Aliberti, la quale diede rifugio ai loro avi per evitargli di finire nelle mani delle truppe tedesche e dei fascisti italiani.
I due fratelli furono catturati nel corso della campagna del Nord Africa e internati nel campo di prigionia di Veano, vicino Piacenza. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, le autorità italiane liberarono i prigionieri, i quali intrapresero un pericoloso viaggio verso sud-est. Si spostarono a piedi, lontano da strade principali e centri abitati, fino a raggiungere Monte San Giusto nel marzo 1944. Durante il cammino ricevettero l’aiuto di numerosi italiani, tra questi vi fu anche la famiglia Aliberti di Monte San Giusto, che nascose i due soldati nella propria casa di campagna in zona Fonte Audiana.








