HomeArezzoCronacaTorna dove il nonno guidò l’orrore. Stragi, l’emozione di Laura Ewert. Oggi il ricordo della Liberazione"Incontrare gli eredi delle vittime è una speranza" scrive la nipote di chi ordinò il massacro di San Polo. Ogni anno dalla Germania. "Siamo diventate amiche" dice la discendente di una sopravvissuta. Quel 16 luglio in città."Incontrare gli eredi delle vittime è una speranza" scrive la nipote di chi ordinò il massacro di San Polo. Ogni anno dalla Germania. "Siamo diventate amiche" dice la discendente di una sopravvissuta. Quel 16 luglio in città.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn mazzo di fiori sul luogo dell’orrore. In silenzio, davanti al monumento che ricorda 65 vite spezzate dalla furia nazista. Fu suo nonno, Wolf Ewert a ordinare il massacro: prima la tortura a Villa Mancini poi la fine nel boschetto di Villa Gigliosi. In mezzo una processione di persone massacrate di botte, umiliate, in cammino verso il Calvario. Laura Ewert, giornalista, da tre anni torna a San Polo per l’anniversario della strage (14 luglio 1944): è stato così anche martedì pomeriggio. Prima alla Messa in suffragio dei morti per mano nazista, poi in raccoglimento davanti al monumento che ricorda l’eccidio. "Sono più che riconoscente per aver avuto anche quest’anno l’opportunità di vivere incontri profondamente toccanti con i discendenti delle vittime di questi crimini; questo mi dà speranza che la pace sia possibile", ha commentato Laura dopo la cerimonia.
Torna dove il nonno guidò l’orrore. Stragi, l’emozione di Laura Ewert. Oggi il ricordo della Liberazione
"Incontrare gli eredi delle vittime è una speranza" scrive la nipote di chi ordinò il massacro di San Polo. Ogni anno dalla Germania. "Siamo diventate amiche" dice la discendente di una sopravvissuta. Quel 16 luglio in città.






