Milano – “Le pietre d’inciampo sono piccole tombe civiche. Ogni volta che ne incontro una mi fermo, leggo il nome della persona inciso sopra, ne cerco la storia. Fatelo anche voi. E, se potete, non calpestatele”.

Perché rappresentano persone uccise per i loro ideali, interrompono la nostra quotidianità riportando alla mente il passato da cui proveniamo. Brillano nelle giornate di sole evocando la libertà “che è come l’aria – diceva Piero Calamandrei –: ci si accorge quanto vale solo quando comincia a mancare”. Così Alessandro Milan, giornalista e conduttore radiofonico e televisivo, ha salutato il pubblico ieri sera alla luce del tramonto in piazzale Loreto, davanti al Monumento dedicato ai Martiri del 10 agosto 1944. Proprio questo luogo così carico di storia è diventato il palcoscenico del suo monologo civile:

“Le Pietre della Libertà – Nomi, Vite, Memoria“ con le musiche dal vivo del celebre trombettista milanese Raffaele Kohler. Un evento aperto a tutti gratuitamente, sostenuto da Coop Lombardia e promosso in collaborazione con Anpi Comitato Provinciale di Milano e l’associazione Pietre d’Inciampo Milano. E a decine hanno partecipato, accomodati sulle sedie in piazza. Per tutti, le cuffie per sentire perfettamente le parole di Milan, isolati dal traffico dell’ora di punta. “Io abito in viale Monza – racconta Milan –, camminando sono attratto dai muri. Milano parla attraverso le sue pietre”. Il pubblico sulle sedie con le cuffie