Gli Alpini dell’Ana dell’Alto Lario hanno recuperato le piastrine dei militari deportati durante la guerraRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn omaggio a quanti hanno rinunciato alla propria libertà per restare fedeli agli italiani e hanno pagato con il lager l’opposizione ai nazifascisti. Gli alpini dell’Ana dell’Alto Lario hanno riconsegnato le piastrine di riconoscimento a sette internati militari italiani durante la Seconda guerra mondiale. Tra loro anche il colichese Guglielmo Salvi del Battaglione Morbegno, Quinto Alpini. Aveva 27 anni quando fu spedito in Russia con i suoi commilitoni. Sopravvissuto alle battaglie di Warwarowka e Nikolajewka e alla ritirata dall’inferno bianco, dopo l’armistizio dell’8 settembre venne catturato in caserma a Vipiteno dai tedeschi e deportato in Polonia.
A differenza di 50mila dei 650mila militari italiani internati, riuscì a tornare a casa al termine del conflitto, ma morì pochi anni dopo, stremato da quanto patito, lasciando la moglie vedova e figli piccoli orfani. Oltre alla piastrina, ritrovata vicino all’area del lager di Bogusze, ai familiari è stato consegnato un pezzo di filo spinato di quel campo. Sono state restituite ai discendenti le piastrine dell’alpino Battista Antonioli del Battaglione Edolo, 5° Reggimento, di Artogne nel Bresciano, l’alpino Leone Capelli, sempre 5° Alpini, di Sedrina (Bergamo), l’alpino Giulio Comincioli del 2° Alpini di Toscolano Maderno (Brescia), l’alpino Gino Contri del 2° Alpini, di Foza nel Vicentino, l’alpino Serafino Mondini del Battaglione Valchiese, 6° Alpini, di Erbusco a Brescia, del soldato Bernardo Di Croce della 317esima Compagnia Presidiaria di Vasto (Chieti).







