Non sappiamo se loro due si sono incontrati e non lo sapremo mai. Magari si sono solo incrociati scambiandosi uno sguardo distratto. Di sicuro, però, si sono conosciute le loro figlie: per ora a distanza di un oceano e prima o poi si incontreranno. Si abbracceranno commosse nel ricordo dei padri.
Questa è la storia di Leo Utili, classe 1925 da Bagnacavallo (Ravenna), un contadino arruolato nel Reparto Genio Guastatori dell’esercito italiano, di stanza a Cesena nell’ultimo anno della Seconda guerra mondiale. E di Clay J. Ritter, classe 1921, di Glenwood Springs, Colorado, sottotenente della 2nd Infantry Division americana. Un combattente dell’“Altra Resistenza” e un liberatore degli schiavi dei campi di concentramento nazisti. Un soldato ormai senza divisa e un soldato con la divisa sulla quale spicca il distintivo con la testa stilizzata di indiano d’America: appartiene infatti alla cosiddetta Indianhead Division.
Un giorno dell’aprile 1945 stavano nello stesso luogo, a qualche metro di distanza uno dall’altro: era il giorno della liberazione di Schkopau, in Sassonia. Qui si trovava la famigerata Buna-Werke GmbH, fabbrica di gomma sintetica, ancora strategica per la Germania nazista che declinava verso la sconfitta e qui migliaia di uomini erano ai lavori forzati.






