Sul tema della giustizia è probabile che le tensioni vengano smorzate dal voto di fiducia che causerebbe la decadenza dell'emendamento di FdI. Mentre sulla legge elettorale e le preferenze i senatori forzisti preannunciano che il loro "è un 'ni', né un no né un sì"
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Intercettazioni e legge elettorale mettono in discussione l’equilibrio nella maggioranza che sostiene il governo Meloni. Sul primo tema è in corso da giorni un braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, al Senato ci sarà probabilmente il voto di fiducia per smorzare placare le tensioni. Inoltre l'emendamento di FdI sulle intercettazioni (che amplierebbe il ricorso alle conversazioni telefoniche per poter aprire indagini su reati spia per mafia) anziché essere stoppato dal voto di inammissibilità - che il presidente Ignazio La Russa aveva anticipato di mattina, quotando l'ipotesi "al 99%" - dovrebbe decadere con la fiducia. Il provvedimento verrà votato nel testo base cioè senza nessuno degli oltre 400 emendamenti proposti. Ufficialmente comunque la scelta è dettata da motivi di tempo: il decreto deve correre alla Camera per l'ultimo via libera entro l'11 agosto. Qualche sospetto però circola su altri emendamenti a rischio.












