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Martedì l’aula del Senato inizierà l’esame di un decreto-legge che riguarda giustizia e immigrazione. La discussione sarà molto delicata: intorno a questo provvedimento si sta consumando da settimane un duro scontro tra Fratelli d’Italia e Forza Italia. Inoltre, il dissidio su questo decreto si è intrecciato con le tensioni che riguardano la legge elettorale. E non è dunque affatto remota l’ipotesi che la maggioranza torni a dividersi di nuovo, in modo plateale, dopo quanto accaduto alla Camera del 14 luglio scorso.
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Il conflitto riguarda in particolare un emendamento presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino e un altro, analogo, del suo collega di partito Sandro Siler, che reintroducono le cosiddette intercettazioni “a strascico”, cioè quelle intercettazioni che possono essere utilizzate come prove anche in procedimenti diversi da quelli per i quali sono state autorizzate. Per disporre le intercettazioni c’è bisogno, infatti, che il pubblico ministero, cioè il magistrato che conduce le indagini, ottenga una specifica autorizzazione dal giudice competente, sulla base di una richiesta motivata per quel particolare caso.











