Dopo il braccio di ferro sulla legge elettorale, il centrodestra rischia un nuovo scontro interno. Al centro ci sono le “intercettazioni a strascico”: Fratelli d’Italia vuole ampliare il loro utilizzo, Forza Italia si oppone. L’exit strategy con l’intervento di Ignazio La Russa
Ancora un emendamento di Fratelli d’Italia, ancora una tensione nella maggioranza, ancora il rischio che il centrodestra si presenti diviso su uno dei provvedimenti simbolo della legislatura.
L’ultimo terreno di scontro non è la politica estera né la riforma elettorale, ma le intercettazioni. Il rischio è che si ripeta lo stesso copione visto pochi giorni fa sulla legge elettorale: il partito di Giorgia Meloni accelera su una misura considerata identitaria, mentre i forzisti si oppongono. Stavolta la premier spera nella mediazione del presidente del Senato Ignazio La Russa, orientato a dichiarare i due emendamenti improponibili o inammissibili, per evitare una nuova spaccatura.
COSA PREVEDE L’EMENDAMENTO DI FDI E PERCHÉ FORZA ITALIA SI OPPONE
Dopo il duro confronto sulla riforma della legge elettorale, è ora il dossier giustizia a mettere alla prova la tenuta della coalizione. L’emendamento alla norma, chiesta espressamente dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, è stato presentato dal senatore di FdI Gianni Berrino e modifica le regole sulle cosiddette “intercettazioni a strascico“, tema da sempre divisivo tra l’anima più securitaria di Fratelli d’Italia e quella garantista di Forza Italia.












