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24 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:33
Neppure la sconfitta al referendum sulla separazione delle carriere, mitiga le ambizioni di riforma del centrodestra. La retromarcia sulla giustizia sembra esclusa, anzi la maggioranza prova subito a ripartire rilanciando su intercettazioni e carcerazione preventiva. “Archiviata la separazione delle carriere pensiamo a portare avanti le numerose proposte di legge ferme in Parlamento”, recita la nota post-referendum firmata dal deputato Tommaso Calderone, Forza Italia, componente della commissione Giustizia. Pur ammaccata dallo schiaffo referendario, la maggioranza dovrebbe prendere in esame le “intercettazioni indirette“, avvisa il parlamentare azzurro. Perché “non è accettabile che a chi non partecipa a una conversazione tra terzi non venga offerta alcuna garanzia tecnico-probatoria. Penso anche alle intercettazioni ‘non rilevanti'”. Del resto, accusa Calderone, “oggi si attribuisce potere di vita e di morte a chi ascolta senza garanzie per il cittadino indagato”. Dunque l’onorevole propone la soluzione con una stoccata alla premier: “Potremmo cominciare da queste proposte ‘impantanate’, in questi anni si è pensato poco o niente alle garanzie del cittadino. In compenso abbiamo approvato rave party e maternità surrogata“. Due provvedimenti, questi ultimi, targati Meloni e Fratelli d’Italia.






