Roma, 29 lug. (askanews) – Il Senato avrà più tempo per presentare gli emendamenti alla legge elettorale ma il 15 settembre la riforma fortemente voluta da Giorgia Meloni sarà approvata in seconda lettura a Palazzo Madama per tornare alla Camera per l’ok definitivo prima dell’inizio della sessione di bilancio. La data certa viene fuori un po’ a sorpresa al termine di una giornata in cui sembrava che il ddl che introduce il proporzionale con premio di maggioranza e indicazione del premier fosse destinato a rallentare il suo iter. Dopo la riunione del gruppo dei senatori di Fi con Antonio Tajani, dal quale è emersa sì un’apertura sulle preferenze volute da Fdi ma anche la richiesta di un nuovo incontro tra gli sherpa per mettere a punto emendamenti unitari, il partito della premier ha abbandonato l’idea di fissare la scadenza per la presentazione delle proposte di modifica la prossima settimana, prima della pausa estiva, e l’ha programmata per il primo settembre.
“Il termine prende atto sia dei contenuti delle audizioni e della necessità di approfondire dei punti sia delle interlocuzioni politiche in corso tra le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione”, ha spiegato il presidente della commissione Affari Costituzionali Andrea De Priamo (Fdi). Una concessione a Forza Italia e alle opposizioni che chiedevano più tempo. Senza però perderne troppo e rischiare poi tempi stretti per la terza lettura alla Camera. Con la mediazione del presidente del Senato, Ignazio La Russa, che già nei giorni scorsi aveva tentato – senza esito – una moral suasion per fissare una data certa di approdo in aula a settembre, stavolta le date cerchiate in rosso sono due: il 9 settembre approdo in aula, esame l’11 e il 14, poi il 15 il voto finale.













