Dopo oltre due ore di riunione i senatori azzurri restano al «nì» sulle preferenze, finisce al primo settembre il termine per gli emendamenti. Sulle intercettazioni, scongiurata la conta in Aula, i meloniani potrebbero riprovarci già la prossima settimana con il decreto omnibus
La maggioranza non risolve i due scontri aperti al suo interno. Li rinvia. Sulla riforma della legge elettorale passa la linea di Forza Italia: niente accelerazione prima della pausa estiva e nessun emendamento sulle preferenze senza un accordo preventivo tra tutti i partiti del centrodestra.
Sulle intercettazioni, invece, è il presidente del Senato Ignazio La Russa a togliere d’impaccio la maggioranza, con l’inammissibilità dell’emendamento al decreto Giustizia in tema di ascolti, sostenuto da Fratelli d’Italia e osteggiato dagli azzurri.
A chiudere definitivamente la partita ci pensa la decisione del governo di porre la fiducia per snellire i tempi. Una tregua, però, che potrebbe durare ben poco. Come spiegato a Open, FdI potrebbe riproporre la norma in un altro provvedimento, forse già nel decreto omnibus atteso la prossima settimana, prima della chiusura dei lavori parlamentari. Forza Italia, dopo aver tirato il freno a mano sulle preferenze, potrebbe alzare nuovamente il muro.









