HomePoliticaLegge elettorale, si tratta. Il via libera di Forza Italia? Legato alle intercettazioniL’ok azzurro sulla riforma del voto è vincolato al no alla "pesca a strascico". Entro metà agosto il decreto giustizia, poi tutto è rimandato a settembre.Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, accanto alla premier, Giorgia MeloniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Cosimo RossiROMAFiducia dell’aula di palazzo Madama, e a strettissimo giro di posta di Montecitorio, sul decreto giustizia e immigrazione in scadenza l’11 agosto. E poi "tutto rimandato a metà settembre" dopo la pausa estiva. A cominciare dalla riforma elettorale proporzionale con vincolo e premio nazionale di coalizione voluta dalla premier Giorgia Meloni. E ancor più dalla vexata quaestio dell’introduzione delle preferenze: già clamorosamente bocciata per un voto (188 a 187) dai franchi tiratori nello scrutinio segreto della Camera e in procinto di essere riproposta in quella del Senato. Dove non c’è il voto segreto, ma permangono le divergenze soprattutto tra il partito della premier favorevole al voto di preferenza e la metà del gruppo di Forza Italia che fa riferimento alla figlia del fondatore Marina Berlusconi e rappresentata dalla capogruppo Stafania Craxi, che – come la Lega – predilige invece le liste bloccate per la selezione di una componente parlamentare affidabile e anche per garantire la debita rappresentanza femminile, che altrimenti rischia di scontare l’onerosa lotta per i consensi personali.