Il vicepremier aveva detto sì alla ferma richiesta di Meloni di introdurre le preferenze nella nuova legge elettorale, pur avvertendola che i numeri in Parlamento non sono certi. Un tentativo di accelerazione neutralizzato da Stefania Craxi, in stretto contatto con Marina. La strategia azzurra diventa così prendere tempo, sperando che agosto porti consiglio

Convocato a Palazzo Chigi, Antonio Tajani dice sì a Giorgia Meloni sulle preferenze, che la premier vuole provare a inserire per la seconda volta nella nuova legge elettorale. Ma il vicepremier la avverte: un altro patatrac è possibile, con il rischio questa volta di far saltare il governo. Soprattutto, il leader di Forza Italia sa che ad Arcore non hanno cambiato idea: Marina Berlusconi resta contraria alle preferenze.