Mercoledì, quando Antonio Tajani si presenterà davanti ai suoi senatori per convincerli ad approvare la legge elettorale, troverà un gruppo riottoso. Tra i fedelissimi del segretario che vogliono chiudere la legge il prima possibile e quelli più vicini a Marina Berlusconi che invece vogliono rallentare le tempistiche o addirittura frenare Fratelli d’Italia sulle preferenze. Lo Stabilicum infatti dovrà passare di nuovo per i due rami del Parlamento e sarà il vero banco di prova della maggioranza, dopo l’incidente sulle preferenze. Ed è proprio sull’emendamento che Fratelli d’Italia intende ripresentare – insieme a Noi Moderati – che il partito ribolle.

La capogruppo Stefania Craxi si sta facendo portavoce di un malcontento generalizzato, chiedendo quantomeno di ripristinare il principio dell’alternanza di genere nelle liste bloccate. Tajani, invece, ora mette in dubbio l’ipotesi di tornare alla quota 60-40 per una ragione tecnica e politica: il principio dell’alternanza rischia di sfavorire la rappresentanza sui territori tanto più che il Senato è eletto su base regionale, è la tesi che circola in queste ore dentro Forza Italia. In generale, a mettere tutti d’accordo è l’irritazione nei confronti di Fratelli d’Italia che in questo modo non rispetta i patti che erano stati presi, sia sulla legge elettorale che sulle intercettazioni al Senato.