Sono da poco passate le 15.30, interno Senato. Lo sfogatoio dei senatori di Forza Italia contro la legge elettorale Melonellum è in corso da un’ora. Si succedono interventi critici, anche pesanti da parte dei senatori più vicini a Marina Berlusconi. Prende la parola il leader, Antonio Tajani. Deve dare la linea: al Senato non possiamo votare contro le preferenze in maniera palese, sostiene, ma andremo a trattare sull’emendamento che presenterà Fratelli d’Italia, è la linea.
Eppure quando inizia a parlare si interrompe su una questione di metodo. Tajani si lamenta delle voci critiche, di chi fa uscire le notizie all’esterno e di chi guida la rivolta nel partito sulla legge elettorale: “Siete sempre stati tutti informati del tavolo sulla legge”. E qui viene interrotto. Dalla capogruppo al Senato Stefania Craxi, vicina a Marina Berlusconi: “In realtà qui al Senato nessuno sapeva nulla sulla legge elettorale”, ribatte la presidente dei senatori. I toni si alzano, il litigio lascia attoniti alcuni presenti. “Stefania fammi parlare, mi stai interrompendo!”. Il leader aggiunge: “Senza preferenze la Corte Costituzionale ci fa saltare la legge”. Claudio Lotito, guascone, sghignazza: “Magari!”.














