| 29 Luglio 2026 20:16 |

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(Adnkronos) –

L’inchiesta era partita dall’esplosione avvenuta il 30 maggio scorso a Enego (Vicenza), quando un ordigno provocò danni agli immobili confinanti. Le immagini dell’impianto di videosorveglianza della famiglia del giornalista avevano ripreso una persona a volto coperto che, dopo aver lanciato una busta contenente minacce di morte rivolte ad Adriano Cappellari, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello, collocava davanti all’abitazione un involucro con bombolette di gas, alcool, liquidi infiammabili e artifici pirotecnici.

Cappellari è indagato per incendio, calunnia, simulazione di reato continuata, procurato allarme e truffa ai danni di ente pubblico. Secondo gli investigatori, l’episodio presentava forti analogie con altri atti intimidatori denunciati dallo stesso Cappellari tra novembre 2025 e febbraio 2026: lettere anonime con minacce di morte, fotografie dell’uomo, di Meloni e di don Patriciello con i volti cerchiati in rosso e contrassegnati da una ‘X’, oltre a una busta contenente tre cartucce calibro 22. Dopo tali episodi erano state disposte misure di tutela nei confronti del giornalista, dapprima con vigilanza radiocollegata e successivamente con un dispositivo di protezione dedicato dell’Arma dei carabinieri, comprensivo di veicolo istituzionale e personale di scorta.