ENEGO (VICENZA) - Adriano Cappellari è indagato per incendio, calunnia e simulazione di reato. Il giovane collaboratore, che aveva denunciato di aver subito un attentato incendiario nella tarda serata del 30 maggio. L'episodio era arrivato dopo intimidazioni e minacce che il giornalista 20enne ha dichiarato di aver ricevuto via posta.

Il professionista, però, è ora indagato alla Procura della Repubblica di Vicenza per i reati di incendio, calunnia, simulazione di reato, procurato allarme e truffa ai danni dello Stato. L'inchiesta L'inchiesta è arrivata in seguito all'attentato incendiario avvenuto davanti all'abitazione del 20enne a Enego. Secondo quanto riferito dalla Procura, le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano una persona con il volto coperto mentre lasciava all'interno della proprietà una busta e collocava vicino al cancello un ordigno composto da bombolette di gas da campeggio, alcool, liquido infiammabile e materiale pirotecnico.Le indagini si sono concentrate sull'analisi dei materiali utilizzati per realizzare l'ordigno. Grazie agli accertamenti tecnici e alla collaborazione di una piattaforma di commercio elettronico, gli investigatori hanno ricostruito l'acquisto, da parte dell'indagato, di bombolette di gas e bottiglie di alcool della stessa marca di quelle rinvenute sul luogo dell'esplosione. Gli acquisti sarebbero stati effettuati nei giorni precedenti ai fatti utilizzando una carta di credito e un'utenza telefonica riconducibili allo stesso Cappellari.L'altezza compatibile con la persona ripresa dalle telecamere Gli inquirenti sottolineano inoltre che, secondo le analisi svolte, l'altezza dell'uomo sarebbe compatibile con quella della persona ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Le immagini mostrerebbero, inoltre, Cappellari rientrare a casa pochi minuti prima dell'esplosione e riprendere con il telefono cellulare le fasi successive allo spegnimento dell'incendio.Nel corso delle indagini, riferisce ancora la Procura, l'indagato aveva indicato alcuni residenti della zona come possibili responsabili dell'attentato. Le segnalazioni hanno dato origine a ulteriori verifiche investigative che non avrebbero però trovato riscontri.