Incendio, calunnia e simulazione di reato: sono le tre accuse rivolte ad Adriano Cappellari, il giovane collaboratore di un settimanale di Enego, nel Vicentino, che aveva denunciato di aver subito un incendio al portone di casa e aver ricevuto minacce scritte nei suoi confronti e contro don Maurizio Patriciello e la premier Giorgia Meloni. I carabinieri di Bassano del Grappa, su ordine della procura di Vicenza, hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nella sua abitazione.

Lo scorso 30 maggio, le telecamere di sorveglianza avevano ripreso un individuo a volto coperto mentre innescava, intorno alle 23.30, un pacco esplosivo davanti alla casa del cronista, lasciando sul posto alcune bombole di gas e un messaggio di minacce. Al momento dell’esplosione, secondo una prima ricostruzione, Cappellari si trovava da solo in casa, essendo rientrato da pochi minuti dopo aver trascorso la serata da conoscenti. Sul luogo dell’esplosione, era anche stata lasciata una lettera contenente nuove minacce e alcune fotografie del giornalista segnate con una “X”.

Sentito più volte dai militari, Cappellari aveva fatto riferimento a sospetti nei confronti di persone residenti a Enego e nei comuni limitrofi. I carabinieri avevano svolto verifiche in base alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, dove secondo gli specialisti del Ris si intravedeva una persona tra 1,69 e 1,75 metri d’altezza, in tuta da ginnastica. Nonostante il tentativo dell’autore dell’attentato di staccare le etichette dalle bombolette di gas, i militari ne hanno verificato l’acquisto su una piattaforma di e-commerce. Le uniche consegne di questi prodotti a Enego corrispondevano ad altrettanti acquisti fatti da Cappellari: quattro cartucce di gas butano/propano il 25 aprile scorso e sei bottiglie di alcol etilico il 29 aprile scorso, prodotti poi consegnati il 4 maggio.