E' indagato per incendio, calunnia e simulazione di reato Adriano Cappellari, il giovane collaboratore di un settimanale di Enego (Vicenza) che aveva denunciato di aver subito un incendio al portone di casa e aver ricevuto minacce scritte nei suoi confronti e contro don Maurizio Patriciello e la premier Giorgia Meloni.Secondo le indagini condotte dalla Procura della repubblica di Vicenza, sarebbe stato lo stesso Cappellari ad appiccare il fuoco davanti alla propria abitazione. Decisivi i riscontri sull'acquisto online di quattro cartucce di gas butano/propano e sei bottiglie di alcol etilico effettuato dal giornalista pochi giorni prima il presunto attentato. "Sono esterrefatto, è una notizia che mi state dando voi, stento a credere che abbia inscenato tutto, per la sua giovane età, per la sua limpidezza", è lo sfogo all'agenzia Adnkronos di don Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano. Oltre al presunto attentato incendiario, Cappellari come detto aveva riferito di aver recuperato una busta con minacce a lui, a don Patriciello e alla presidente del Consiglio. "Conto di chiamarlo al più presto, l'avevano messo sotto scorta, vedremo quello che emergerà", chiude il parroco. Garantismo dal sindacato dei giornalisti del Veneto: "Le prove raccolte a carico di Cappellari risulterebbero molto pesanti, facendo emergere un profilo del mitomane e per di più pericoloso. La presunzione d'innocenza non si nega a nessuno: Cappellari avrà modo di difendersi". Il Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti veneto "prende atto dell'evoluzione delle indagini sul caso delle presunte minacce e attentati ai danni del giovane aspirante giornalista Adriano Cappellari, al quale aveva espresso solidarietà. Ora il comunicato del procuratore capo di Vicenza, Lino Giorgio Bruno, cambia radicalmente la prospettiva".