Il Cane a sei zampe continua a macinare utili, nella crisi energetica e climatica in corso. I risultati economici annunciati oggi da Eni mostrano infatti come nel secondo trimestre del 2026 l’utile operativo pro forma adjusted della società sia raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo circa 5,4 miliardi di euro. Allo stesso tempo, nel primo semestre dell’anno, la produzione di petrolio e gas è cresciuta dell’8% rispetto al 2025, con il segmento “Exploration & Research” (che riguarda i combustibili fossili) che vale il 91,2% del totale in termini di utile operativo pro forma adjusted nel primo semestre del 2026, in crescita rispetto allo scorso anno.
Nel primo semestre del 2026 sono cresciuti anche gli investimenti tecnici in esplorazione e produzione di idrocarburi, passando da 2,77 a 3,1 miliardi di euro (+13%), mentre sono scesi di circa il 23% gli investimenti nei cosiddetti “transition business” (come Plenitude ed Enilive), da 441 a 338 milioni di euro. Questo segmento, che non comprende sole rinnovabili ma anche attività retail di gas ed elettricità e servizi per la mobilità, rappresenta appena l’8,4% del totale degli investimenti, contro il 78,4% destinato a esplorazione e produzione.














