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Il nuovo ct costretto a navigare controvento: ha tanto da farsi perdonare

Roberto Mancini ha ottenuto quello che voleva a tutti i costi: tornare sulla panchina della Nazionale. Prima la rabbia, poi la chiamata di Malagò che, nella serata di lunedì, gli ha cambiato l'umore: il 61enne avrà finalmente l'occasione della rivincita alla guida di quella Italia che lui ha abbandonato in pieno agosto preferendogli i soldi arabi. Proprio questo è uno dei due capi di accusa nei confronti del Mancio, al momento sonoramente bocciato dai tifosi italiani. L'altro, non potrebbe essere altrimenti, è la mancata qualificazione ai Mondiali del 2022 dopo alcuni rigori di troppo sbagliati e la serata shock di Palermo contro la Macedonia del Nord.

Malagò, in piena tempesta, ha dato fiducia all'amico Mancini a cui lo lega il circolo Aniene nonostante la contrarietà degli italiani. Contrarietà testimoniata dal sondaggio di Sportmediaset: quasi l'80% dei votanti non è d'accordo con il ritorno di Mancini. Numeri clamorosi che testimoniano un sentimento condiviso. Se da una parte c'è chi gli contesta la parentesi araba, in tanti nelle ultime ore si sono chiesti: "Ma torna colui che non ci ha portato al Mondiale?". Domanda più legittima in un sistema, quello calcistico italiano, che alla fine si affida sempre all'usato sicuro.