Diabete

29 luglio 26 Ho 70 anni e soffro di diabete tipo 2. Da quando sono in pensione faccio ogni pomeriggio un pisolino dopo pranzo di circa un’ora. È un’abitudine dannosa per la salute?

Nel 2024, per la prima volta, le società scientifiche per lo studio del diabete americana (ADA) ed europea (EASD) hanno pubblicato su Diabetes Care un articolo che invitava a prendere coscienza dell’importanza del sonno nella gestione del diabete di tipo 2, identificandolo come un elemento molto importante nel controllo della malattia, tanto quanto l’attenzione alla dieta e la pratica di esercizio fisico regolare. Negli ultimi anni sono numerose le segnalazioni che mettono in relazione le alterazioni della qualità (soddisfazione), quantità (ideale intorno a 7 ore al dì) e cronotipo del sonno (mattutino - «allodola» o serotino - «gufo», più a rischio) con la possibile comparsa di diabete. La responsabilità delle alterazioni del ritmo del sonno è stata più recentemente associata anche alla comparsa di alterazioni metaboliche a livello epatico (MASLD, malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica) in persone con diabete tipo 2. Venendo più strettamente alla sua domanda, ci sono in effetti segnalazioni su lavori scientifici internazionali, anche molto recenti, che riguardano le caratteristiche del sonno di recupero per chi tende, per impegni lavorativi o scolastici, a dormire di più nel fine settimana. In questi casi si raccomanda di non superare i 90 minuti di scostamento fra le ore di sonno infrasettimanali e quelle nel weekend: diversamente si può andare incontro a fenomeni di stanchezza cronica, simili alle situazioni di cambio di fuso orario. Il pisolino di un’ora dopo pranzo non eccede la durata consigliabile del sonno di recupero e frequentemente, per chi ha avuto una vita lavorativa impegnativa e stressante, è una delle gratificazioni che ci si può concedere quando si è in pensione. In caso di diabete tipo 2, va tenuto presente che la sedentarietà totale dopo il pasto può contribuire al maggior incremento del picco glicemico. A questo proposito, può tornare utile ricordare quanto suggerivano, nel XIII secolo, i precetti della Scuola medica salernitana: «Post prandium aut stabit aut lente deambulabis» (dopo pranzo stai in piedi o cammina lentamente). Forse la mediazione accettabile (per chi ha aspettato tutta la vita la pensione!) potrebbe essere quella di mantenere il riposino pomeridiano come un’abitudine saltuaria, preferibilmente non subito dopo pranzo.