Diabete
02 giugno 26 Da alcuni mesi sono in pensione e con mio marito stiamo progettando alcuni viaggi, di cui uno negli Stati Uniti, il classico “Coast to Coast” lungo la Route 66, e poi ne vorremmo fare uno successivo in India. Vi chiedo suggerimenti su come poter gestire nel migliore dei modi la terapia per il diabete che sto seguendo (metformina quando mangio, empagliflozin alla mattina e insulina glargine ogni sera) nell’importante cambio di fuso orario al momento della partenza e del ritorno. Grazie delle indicazioni che mi darete
Gentile Signora,
la gestione del diabete durante i viaggi intercontinentali è un tema ampiamente discusso e, nella maggior parte dei casi, può essere affrontata senza particolari difficoltà con una buona pianificazione. Le revisioni più recenti in letteratura evidenziano che il principale problema non è tanto il volo in sé, quanto il cambiamento dei fusi orari, che modifica la durata della giornata e può alterare gli intervalli abituali tra le somministrazioni dei farmaci.
Nel suo caso, la metformina non richiede particolari adattamenti e può essere assunta in corrispondenza dei pasti secondo l’orario locale della destinazione. Anche l’empagliflozin può generalmente essere assunta al mattino secondo l’orario locale. Durante il viaggio è però importante mantenere una buona idratazione, soprattutto durante voli lunghi o in destinazioni con clima caldo, per ridurre il rischio di disidratazione. L’aspetto che richiede maggiore attenzione riguarda l’insulina glargine serale. Nei pazienti in terapia con insulina basale, i cambi di fuso orario possono rendere necessari aggiustamenti temporanei degli orari di somministrazione o, talvolta, delle dosi, per ridurre il rischio sia di ipoglicemia sia di iperglicemia. In generale, nei viaggi verso ovest, come dall’Italia agli Stati Uniti, la giornata si allunga e l’intervallo tra due somministrazioni può risultare più lungo del consueto e portare a un rilazo glicemico; nei viaggi verso est, come nel viaggio di ritorno dagli Stati Uniti o nel successivo viaggio in India, la giornata si accorcia e le dosi possono risultare più ravvicinate e avere maggior rischio ipoglicemico. Non esiste tuttavia una regola valida per tutti: la strategia migliore dipende dalla dose di glargine utilizzata, dal controllo glicemico abituale, dal numero di fusi orari attraversati e dalla durata del soggiorno. Per questo motivo è consigliabile concordare con il proprio diabetologo uno schema personalizzato prima della partenza. Durante i primi giorni dopo l’arrivo è inoltre opportuno controllare la glicemia più frequentemente del solito, poiché il cambio di fuso, le modifiche dell’alimentazione, dell’attività fisica e del ritmo sonno-veglia possono influenzare significativamente i valori glicemici. Dal punto di vista pratico, le consiglio di portare sempre farmaci, insulina, aghi e glucometro nel bagaglio a mano, di avere con sé una scorta di farmaci superiore al necessario, di conservare l’insulina evitando temperature estreme, di portare zuccheri a rapido assorbimento per eventuali ipoglicemie e di avere un certificato medico in italiano e in inglese che documenti la diagnosi e la necessità di trasportare farmaci e dispositivi per l’automonitoraggio. Buona pianificazione dei suoi viaggi!









