Ricevere una diagnosi significa molto più che conoscere il nome di una malattia. È un momento che può modificare improvvisamente la percezione del futuro, mettere in discussione certezze e generare paura, ansia e senso di smarrimento. In questa fase la qualità della comunicazione tra professionisti sanitari, pazienti e loro familiari può rivelarsi determinante quanto il percorso terapeutico stesso.

Comunicare la diagnosi: equilibrio tra emozioni e informazioni

Con questo speciale dedicato alla comunicazione tra medici, pazienti e famiglie raccogliamo il punto di vista di professionisti appartenenti a discipline diverse, con l'obiettivo di comprendere come il dialogo possa diventare una componente essenziale della cura. Il primo contributo è quello della dottoressa Giulia Gregorini, psicologa, psicoterapeuta e dirigente psicologo presso il Centro di Salute Mentale della ASL Roma 3.

«Una diagnosi non colpisce solo un organo»

«Ricevere una diagnosi non significa soltanto apprendere una notizia medica: significa confrontarsi con un evento che può cambiare improvvisamente il proprio equilibrio. Una diagnosi non colpisce solo un organo: colpisce una persona, la sua storia, le sue relazioni e il suo modo di guardare al futuro»