di

Antonella Sparvoli

La Società Italiana di Neurologia ha elaborato nuove raccomandazioni per aiutare i medici di famiglia (e i pazienti) a intercettare i casi in cui vi sia il reale bisogno di una valutazione specialistica

Un mal di testa che non passa, una mano che trema, qualche dimenticanza di troppo. Sono sintomi comuni e spesso fonte di preoccupazione. Non di rado chi ne soffre teme una malattia neurologica grave e chiede una visita specialistica. Ma è sempre necessario rivolgersi subito al neurologo?

VademecumPer rispondere a questa domanda, la Società italiana di neurologia (Sin) ha elaborato nuove Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale, su richiesta del Ministero della salute e pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità. L’obiettivo è aiutare i medici di famiglia in primis, e di conseguenza i pazienti, a intercettare i casi in cui vi sia un reale bisogno di una valutazione specialistica. «Le liste d’attesa per le visite neurologiche sono diventate molto lunghe e questo rischia di penalizzare chi ha realmente bisogno di accedere con rapidità allo specialista - premette il professor Mario Zappia, presidente della Sin e direttore del Dipartimento ad Attività Integrata delle Neuroscienze, Organi di Senso e Apparato locomotore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Catania -. Le raccomandazioni non servono a limitare l’accesso alle cure, ma a renderlo più appropriato, individuando i casi che richiedono un approfondimento neurologico e quelli che possono essere gestiti efficacemente sul territorio».