Angoscia e stress non aiutano chi è ammalato di tumore, ma sono inevitabili per la gran parte dei pazienti. La paura arriva con la diagnosi e spesso non se va per mesi, in molti casi per anni. E quando molla la presa, riaffiora per quasi tutti i pazienti con la scadenza dei controlli. I diretti interessati non sempre ne parlano, amici e familiari vorrebbero aiutare e non sanno come agire, incastrati spesso fra pudore e imbarazzo. Il rischio di isolamento è alto, anche perché solo una minoranza dei pazienti in Italia riesce a ricevere un sostegno psicologico: le statistiche dicono che la metà o più dei malati di cancro sperimenta un disagio psico-emotivo, ma ben sette di dieci non ottengono l'aiuto necessario.
«Paura, rabbia, angoscia, disturbi del sonno e della sfera emotiva sono molto diffusi, ne soffrono praticamente tutti i malati di cancro, quando scoprono la presenza di un tumore e anche per lungo tempo a seguire - dice Anna Costantini, consigliere nazionale della Società Italiana di Psico-Oncologia (Sipo) -. In molti casi i problemi non sono transitori, tanto che ansia e depressione sono i sintomi psicologici più diffusi, indipendentemente dal tipo di cancro, dallo stadio della malattia e dalla fase delle terapie. Non bisogna vergognarsi, né isolarsi, ma affrontare il problema e chiedere aiuto».







