Ansia, depressione, disturbi da stress, insonnia e non solo. Che la maggior parte delle persone con tumore (almeno la metà, dicono le statistiche) sperimenti un disagio psico-emotivo è cosa semplice da immaginare. Meno noto è il fatto che circa il 70% dei pazienti oncologici in Italia non riceva un sostegno psicologico, da cui potrebbe trarre grandi benefici. Ancora più complessa, però, è la faccenda quando si guarda chi assiste i malati. Spesso coniugi anziani o figli di mezza età, alle prese con le mille difficoltà quotidiane di lavoro e famiglia, a cui si sommano il dolore e la preoccupazione per la persona malata, ulteriormente gravati da burocrazia, accompagnamenti in ospedale, spese economiche aggiuntive e mille altre variabili.
Consigli pratici per chi assiste un malato di tumore e troppo spesso non vuole chiedere aiuto
Quello del caregiver è, in molti casi, un lavoro a tempo pieno, svolto da familiari che rischiano di «esaurirsi» e si vergognano a prendersi una pausa







