Esaurimento emotivo, depersonalizzazione, isolamento. In una parola burnout. Un termine spesso abusato o utilizzato impropriamente. Ma che quando colpisce gli operatori sanitari, e in particolare i medici, comporta ricadute profonde sulla qualità delle cure. Ecco, quindi, che il problema non riguarda più solo un singolo lavoratore della sanità, ma anche i pazienti e le loro famiglie. E tra chi si occupa di curare i tumori ginecologici, il burnout è particolarmente presente: riguarda ben 4 oncologi ginecologi su 10. Ecco il motivo alla base del primo progetto nazionale di educazione contro il burnout e per la salute psico-emotiva degli operatori sanitari lanciato dalla Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e dedicato in particolare a chi si occupa di queste neoplasie: 5 lezioni online per imparare a riconoscere e conoscere la sindrome del burnout, e le strategie per prevenirla e fronteggiarla.
Tumori, burnout per 8 giovani oncologi su 10
28 Marzo 2025
È ora di pensare al benessere psicologico dei medici
“Tra le sfide che oggi l’oncologia deve affrontare vi è anche la tutela della salute psico-fisica di tutti coloro che assistono i pazienti – sottolinea Saverio Cinieri, presidente di Fondazione Aiom - Le neoplasie ginecologiche rappresentano un esempio emblematico di quanto sia difficile per un clinico trattare certe gravi malattie. Spesso le diagnosi sono tardive e quindi anche le possibilità di successo delle terapie si riducono notevolmente. Ciò è particolarmente vero nel carcinoma ovarico. Vi è poi un’alta mortalità che si riscontra ancora tra le pazienti e che porta costantemente gli operatori ad interfacciarsi con fonti di stress emotivo. Con le nostre lezioni online abbiamo voluto dare a tutti i professionisti uno strumento di aiuto concreto”.






