La confusione è tanta, la paura di più. Quando si scopre di avere un tumore uno stato d'agitazione è inevitabile e, al turbinio di emozioni, si aggiunge la concreta difficoltà di dover affrontare esami, visite e prendere decisioni sulle terapie da fare. Uscire dalla stanza del medico e scoprire, quando ormai è tardi, di aver dimenticato qualcosa è quasi una certezza. Una prescrizione, una domanda sulle terapie, magari qualcosa di importante per prendere decisioni o programmare i passaggi successivi.

«Una buona comunicazione con il proprio oncologo è fondamentale su più fronti - sottolinea Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione di Sviluppo Nuovi Farmaci presso l’Istituto Europeo di Oncologia -. Per comprendere correttamente la propria malattia e le prospettive di cura e guarigione, innanzitutto. Per la scelta delle terapie, la gestione degli effetti collaterali, il benessere psicologico e per molto altro ancora. Prepararsi alla visita, specie le prime volte, può essere di grande aiuto per non finire sopraffatti dalle emozioni e per non dimenticare nulla di strategico».