| 10 Giugno 2026 17:02 |
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(Adnkronos) – “Dobbiamo garantire che le persone a cui viene diagnosticata la malattia ricevano un sostegno post-diagnostico. Questo significa che avranno meno paura. Saranno sostenute. Capiranno che esistono sistemi di assistenza e dovranno capire cosa fare: come si ottiene una diagnosi? A chi ci si rivolge? I medici di base devono essere informati per essere attenti ai cambiamenti che potrebbero indicare la demenza e indirizzare rapidamente i pazienti verso cure specializzate. Quindi abbiamo bisogno di tre cose: più informazioni, meno stigma e maggiori investimenti nei sistemi sanitari, in modo che in Europa le persone non siano più lasciate sole, senza diagnosi”. Così Angela Bradshaw, Director for Research Alzheimer Europe, intervenendo a Roma all’evento internazionale ‘MindShift – A cross-country mission to reshape Alzheimer’s Care’, che ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi per accelerare la trasformazione della cura dell’Alzheimer.
“Esiste un divario davvero enorme – ha spiegato – tra il numero di persone affette da demenza che vivono nelle comunità e quelle che non vengono diagnosticate, quella maggioranza invisibile di persone che non vengono viste né dalla società né dai sistemi clinici e sanitari. Dobbiamo affrontare lo stigma della demenza affinché le persone non abbiano più paura di rivolgersi al medico se presentano sintomi, in modo che le famiglie capiscano che la demenza è una malattia, non una conseguenza naturale dell’invecchiamento”.












