| 10 Giugno 2026 16:01 |
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(Adnkronos) – Ridisegnare la cura dell’Alzheimer integrando la diagnosi nei percorsi assistenziali, garantendo un accesso equo e tempestivo alle nuove terapie, rafforzando i sistemi sanitari e pianificando in modo più strategico, con una maggiore regia europea. E’ il cuore del documento di consensus firmato a Roma nell’ambito di ‘MindShift – A cross-country mission to reshape Alzheimer’s Care’, iniziativa internazionale che ha riunito nella Capitale esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi. Obiettivo: colmare il divario tra innovazione scientifica per l’Alzheimer e reale accesso dei pazienti a diagnosi precoce e terapie. Il white paper finale individua 5 priorità condivise: “Portare la diagnosi biologica nella pratica clinica, allineare modelli organizzativi e di rimborso per garantire accesso alle terapie innovative, potenziare le strutture sanitarie, adottare una pianificazione di lungo periodo e rafforzare il coordinamento tra Paesi”. Una vera e propria roadmap europea per superare “approcci frammentati e ancora troppo tardivi nella presa in carico”.
“L’Alzheimer è una patologia devastante che compromette memoria, identità e autonomia, con profonde ripercussioni su pazienti, famiglie, caregiver e società, anche sul piano economico. La Commissione europea sostiene il rinnovamento dell’assistenza, promuovendo ricerca, biotecnologie e accesso alle terapie. Con iniziative come Healthier Together e il Biotech Act lavoriamo per facilitare innovazione, sviluppo di nuovi farmaci e traduzione dei progressi scientifici in cure efficaci per i pazienti in tutta Europa. Per questo la vostra missione di ripensare l’assistenza all’Alzheimer è così importante e potete contare sul sostegno della Commissione europea”, ha dichiarato in un messaggio Olivér Várhelyi, commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, aprendo i lavori.













