HomeRiminiCronacaLa difesa di Andreatta: "C’è dietro una manovra per portarmi al fallimento"L’imprenditore al centro dell’inchiesta della Finanza respinge le accuse e parla di soggetti che vogliono ridurlo sul lastrico: "Pronto alle denunce".Gianni Andreatta, 73 anni, storico patron dell’hotel simbolo dell’ospitalità riccioneseRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciGianni Andreatta respinge le accuse e va al contrattacco. L’imprenditore 74enne, patron del Grand Hotel di Riccione ed ex amministratore della Marebello Spa, oggi indagato per bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’inchiesta Infinity Rent della Guardia di Finanza di Rimini, ha affidato la sua difesa agli avvocati Stefano Caroli e Annamaria Putignano. Andreatta si considera vittima di una "manovra speculativa" studiata per portargli via il Grand Hotel. Contesta il fallimento della Marebello, che ritiene fondato su crediti contestati, e annuncia iniziative legali per far valere le proprie ragioni.
La difesa di Andreatta conferma che il provvedimento notificato nella mattinata di ieri riguarda "un decreto di sequestro preventivo d’urgenza dell’azienda e degli immobili, emesso dal pubblico ministero", precisando che "dovrà essere convalidato" dal giudice. "Andreatta – chiarisce l’avvocato Caroli – ritiene che dietro tutta questa vicenda ci sia una manovra speculativa di soggetti che lo hanno portato al fallimento sulla base di crediti inesistenti". Secondo quanto riferito dal difensore, Andreatta contesta alla radice il fallimento della Marebello spa, sostenendo che i crediti sui quali sarebbe stata fondata la richiesta di fallimento fossero in realtà oggetto di contestazione giudiziaria e, proprio per questo, non avrebbero dovuto essere considerati validi ai fini dell’apertura della procedura. "La nostra tesi è che quei crediti erano contestati e che l’avvocato che assisteva Andreatta nella fase prefallimentare si sia dimenticato di rappresentare questa circostanza al giudice durante l’udienza. Secondo Andreatta, se questo fosse stato evidenziato, il fallimento non sarebbe stato dichiarato", riferisce il legale. Per questo motivo, aggiunge Caroli, il suo assistito ritiene di aver subito un grave danno e sarebbe intenzionato ad agire anche nei confronti del professionista che lo seguiva in quella fase. Andreatta, dal canto suo, si è sempre detto convinto che dietro la vicenda vi sia una precisa operazione speculativa finalizzata ad appropriarsi dello storico complesso alberghiero. "Ritiene che ci siano soggetti interessati a portargli via il Grand Hotel e che abbiano costruito questa situazione per ridurlo sul lastrico e impossessarsi dell’albergo", afferma il difensore. Sempre secondo quanto riferito dall’avvocato, Andreatta avrebbe già presentato denunce, contestando anche la valutazione economica attribuita al patrimonio immobiliare. "Secondo lui il compendio è stato stimato circa 20 milioni di euro, mentre il suo valore reale sarebbe almeno di 40 milioni", conclude la difesa dell’imprenditore.









