Beni immobili, disponibilità finanziarie e quote societarie per un valore complessivo di 29 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Rimini nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica su un presunto sistema di bancarotta fraudolenta legato al fallimento di una società proprietaria del Grand Hotel di Riccione. Sei le persone indagate, tra cui Gianni Andreatta, formalmente residente a Cuba ma domiciliato a Riccione, ritenuto dagli investigatori il presunto regista dell'intera operazione. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni nelle province di Rimini, Milano, Monza-Brianza e Bari.

L'indagine è scaturita dal fallimento di una società di Riccione, dichiarato dopo il rigetto della domanda di concordato preventivo, proprietaria di un rilevante patrimonio immobiliare destinato all'attività turistico-ricettiva. Secondo l'ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero messo in piedi un articolato sistema finalizzato a sottrarre il patrimonio aziendale alla procedura fallimentare attraverso contratti di affitto d'azienda intestati a società amministrate da prestanome, ma riconducibili sempre ad Andreatta. Le società coinvolte, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero omesso per anni il pagamento dei canoni di locazione dovuti alla società proprietaria, provocandone l'insolvenza e il successivo fallimento, e dal 2023 avrebbero continuato a lavorare in nero.