La Procura di Rimini ha posto sotto sequestro penale il Grand Hotel di Riccione e ha indagato per bancarotta fraudolenta l'ex amministratore Gianni Andreatta e alcuni collaboratori e prestanome. I finanzieri del comando provinciale di Rimini hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d'urgenza avente ad oggetto immobili, disponibilità finanziarie e quote societarie per un valore complessivo di 29 milioni di euro. Questa mattina quando le Fiamme Gialle sono entrate al Grand Hotel, c'erano - oltre ad Andreatta che vi abita - alcuni turisti.
Sono quindi state eseguite perquisizioni sia al Grand Hotel con l'ausilio di un cash dog, cane esperto in rintraccio di denaro contante, che in immobili nelle province di Rimini, Milano, Monza-Brianza e Bari. Sei complessivamente le persone indagate per plurimi reati di bancarotta fraudolenta, tra queste, Andreatta appunto formalmente residente a Cuba ma domiciliato a Riccione, ritenuto il "dominus" dell'intera operazione.
La società di gestione del Grand Hotel di Riccione fallita da anni, per tramite del suo amministratore Andreatta avrebbe dovuto consegnare l'immobile al curatore fallimentare designato dal Tribunale e invece sarebbe continuata una gestione in "nero" della struttura che il prossimo 23 settembre sarà messa all'asta pare per 24 milioni di euro. Nell'Hotel completamente fuori norme e nonostante la revoca delle licenze, continuava la gestione commerciale con incassi prevalentemente "in nero".









