Chiudi gli occhi. Sei al mare, è fine luglio, quasi agosto. L’estate è lunga davanti a te, lunghissima, sembra non finire mai. Dal jukebox i Righeira cantano “Vamos a la playa” e tu sei convinto che tutto sia destinato a rimanere così, perfetto e immobile. I ragazzi più grandi fanno il bagno con le Superga, anche se poi puzzano, perché fa molto fico. I più piccoli affrontano gli scogli con sandaletti di gomma che lasciano tatuato sui piedini un curioso reticolo senza abbronzatura. Dopo una nuotata si va tutti insieme al bar. Nel jukebox ora è Amedeo Minghi a cantare «la radio trasmetterà questa canzone che ho pensato per te». Entri nel bar e i grandi prendono una granita al cocco. I piccoli una Coppa dei Campioni, metà panna e metà cioccolato, che a dispetto del nome è piccolissima. Ma con un tocco di caffè aggiunto da uno zio compiacente diventa una leccornia. Ma poteva essere un Cornetto, un Blob, un’improbabile Pantera Rosa o se avevi qualche moneta di più in tasca, un grosso Zeus. Hai ancora gli occhi chiusi? Ecco, pensa al sapore di quel gelato, quello che era il tuo preferito. Pensa a quando lo sceglievi guardando il cartellone e a quando chiedevi alla mamma gli spiccioli che ti mancavano per comprarlo. Cerca il suo sapore nei tuoi ricordi e seguimi: questo piccolo viaggio è un brivido di memorie e dolcezza.
Time machine | Tutti i gelati che abbiamo mangiato negli anni Ottanta (e Novanta) - Linkiesta.it
Un viaggio tra i sapori e le forme di tanti anni fa, un po’ malinconico e un po’ ironico, sicuramente rinfrescante









