Erano le estati della nostra libertà e quel ragazzo con la chitarra accoccolato in canotta sulla sabbia, davanti alle file di ombrelloni della copertina di 7, le racconta bene. C’era tanta voglia di nuovo e di sperimentazione nell’aria e l’Italia stava entrando nel decennio abbagliante che l’avrebbe cambiata per sempre, gli anni Sessanta.

Cambiavano anche le vacanze, si cercavano mete diverse, si partiva con la valigia sul tetto che spesso volava via anche nelle migliori famiglie, sulle Seicento piene e sorridenti, diretti al mare o in montagna, qualcuno ancora al paese di origine. Intorno a questo rito collettivo nascevano nuove parole, pic nic, autogrill, autostop. Dai finestrini rimbalzavano le note dei tormentoni estivi, si cantavano le canzoni della nuova musica, che è la prima spia del cambiamento sociale, e sull’Autostrada del sole, inaugurata nel 1964, cominciavano le vacanze di massa, il Paese viveva il grande e unico boom della sua vita, i consumi schizzavano, la lavatrice liberava la vita delle madri, la minigonna le gambe delle figlie, e i ragazzi allungavano i capelli, li ha allungati persino Mario Draghi, studente a Roma, ma solo un po’. In nove anni le automobili lievitano sulle strade italiane, dal milione del 1956 passano ai 5,5 del 1965.