Dire «sì» senza remore alla Torino-Lione, per il Partito democratico piemontese, non è mai stato semplice. Ma se in tutti questi anni la linea sull’Alta velocità ha dovuto fare i conti con i sindaci No Tav della Valle (e non solo), ora a questo si aggiunge la necessità di non rompere un’intesa che, soprattutto sul capoluogo, diventa strategica. Non tanto con il M5S, che sul territorio non riesce proprio a trovare comunità di intenti con i dem, quanto con Avs, partito in crescita a Torino e alleato di ferro del sindaco Stefano Lo Russo, che deve tenersi stretti gli amici in vista della ricandidatura alle Comunali 2027.

Le immagini da Chiomonte: la polizia in assetto anti-sommossa, la colonna di fumo e i manifestanti

Di fronte agli scontri di sabato scorso, nessuno, primo cittadino compreso, ha avuto remore ad esprimere condanna. E a domanda diretta, dopo l’arrivo della premier Giorgia Meloni sui cantieri, il segretario regionale Domenico Rossi sembra netto: «La posizione del Pd sulla Tav è nota e coerente: l’opera è strategica e occorre portarla avanti». Ma c’è una sfumatura, che negli anni ha preso forza e parla a sinistra: «Minimizzando gli impatti sociali e ambientali e ascoltando i territori». Territori che continuano a non abbracciare la linea. Se nel 2013 molti erano a Chiomonte a manifestare, ora il «no» si concentra sulla bretella della tratta ad alta velocità tra Orbassano e Avigliana, un progetto che per molti primi cittadini dem e l’Unione montana Valle di Susa «fa acqua da tutte le parti».