“Incapacità”; “caos interno”; “è dovuto intervenire il procuratore Nazionale Antimafia con una lettera per lanciare un allarme. Le norme che questa maggioranza ha approvato due anni fa provocano un grave arretramento dell’efficacia investigativa contro le mafie”. Inizia così il suo intervento, nell’Aula di Palazzo Madama, il senatore dem Walter Verdini. La vicenda riguarda l’emendamento che Fratelli d’Italia ha presentato al decreto in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo e che raccoglie, almeno in parte, le preoccupazioni sollevate dal Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo e che vede la netta contrarietà di Forza Italia.

Nella giornata di domani, la questione sarà molto probabilmente risolta dal presidente del Senato Ignazio La Russa, dichiarando inammissibile l’emendamento voluto da Fratelli d’Italia e che toglierà le castagne dal fuoco della maggioranza, divisa, sull’emendamento del partito guidato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Se si intercettano due boss per ipotesi di reato specifiche e se nella conversazione si ascoltano altri intenzioni o commissioni di altri reati, queste debbono essere cancellate. Qualche esempio: reati ambientali, frodi su fondi pubblici, sfruttamento del lavoro legato al caporalato. E se la polizia giudiziaria ne viene a conoscenza durante un intercettazione il Magistrato non può utilizzare questi ascolti”. E’ duro l’intervento di Verdini. “E’ molto grave che davanti l’appello di Melillo il governo si divida”. Ed ancora. “Fratelli d’Italia ha voluto presentare in questo provvedimento, un emendamento – che però – farà una brutta fine, inammissibile”. E conclude: “Non basta partecipare alle cerimonie, agli anniversari delle stragi e degli eroi antimafia se non si ha nemmeno la forza e la volontà di raccogliere l’appello della procura Nazionale Antimafia”.