Gli emendamenti di Fdi e le proteste

Giovanni M. Jacobazzi

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Volano gli stracci nella maggioranza sulla giustizia. Dopo il rinvio sine die del vertice che avrebbe dovuto fare il punto sulle riforme post referendum, tra Forza Italia e Fratelli d’Italia esplode un nuovo scontro. Questa volta il terreno di battaglia sono le intercettazioni e, soprattutto, i due emendamenti presentati l’altro giorno dai meloniani al decreto Giustizia per ampliare la possibilità di utilizzare le captazioni anche in procedimenti diversi da quelli per cui erano state autorizzate.

La risposta degli azzurri arriva senza giri di parole. “Noi non li votiamo“, taglia corto il capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia al Senato, Pierantonio Zanettin. La questione riguarda gli emendamenti ispirati alle osservazioni del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, molto ascoltato dalle parti di via della Scrofa. L’obiettivo di Fratelli d’Italia è ampliare il perimetro di utilizzabilità delle intercettazioni, facendo riferimento anche ai cosiddetti “reati spia”. Una soluzione che, però, Forza Italia considera incompatibile con l’impostazione della riforma approvata nel 2023.