Dopo la riunione degli sherpa in via della Scrofa, risoltasi in un nulla di fatto, nel centrodestra si attendono le mosse di Meloni. FdI tirerà dritto sul voto fuorisede, ma non è da escludere la mossa in solitaria anche sulle preferenze

È il day after della travagliata riunione degli sherpa del centrodestra sulla legge elettorale. Un «clima da resa dei conti» nel confronto di oltre tre ore in via della Scrofa, incagliato sul nodo delle preferenze. C’è tempo fino a lunedì 13 luglio per la presentazione degli emendamenti prima dell’approdo in Aula, e nel centrodestra si tratta a oltranza. Esclusi nuovi vertici di maggioranza oggi, 9 luglio, si attende Giorgia Meloni. La premier, rientrata da Ankara dopo il vertice Nato, è chiamata a serrare le fila.

Sul tavolo della maggioranza i dossier aperti restano due. Sul voto fuorisede, Fratelli d’Italia non è intenzionata a mollare la presa, fanno sapere a Open: l’orientamento, spiegano dal partito, è presentare comunque un emendamento. È una battaglia che FdI rivendica da tempo, anche per il peso del movimento giovanile, e su cui Meloni non vorrebbe arretrare. I numeri dei fuorisede non sarebbero tali da alterare gli equilibri generali delle Politiche del 2027, mentre un passo indietro su questo punto rischierebbe di consegnare alle opposizioni una bandiera facile da agitare contro la maggioranza, è il ragionamento.