Tra gli emendamenti al decreto di recepimento del Patto Ue su migrazione e asilo, pubblicato in Gazzetta ufficiale dopo l’entrata in vigore dello stesso, ne è spuntato anche uno sulle intercettazioni. FdI, con la firma del senatore Berrino, propone che tali materiali possano essere usati anche in procedimenti diversi da quelli nei quali sono stati disposti se in gioco di sono criminalità organizzata o terrorismo (dunque una modifica all’art. 270 del codice di procedura penale). Ma il provvedimento rischia di mandare in tilt la maggioranza, con Forza Italia e Noi moderati sul piede di guerra.

Un’altra proposta dei meloniani è l’ulteriore stretta sui ricongiungimenti familiari: «Fatta salva la regolarità contributiva e fiscale», lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilità «di risorse stabili e regolari sufficienti per mantenere se stesso e i suoi familiari senza ricorrere al sistema di assistenza sociale dello Stato».

Un emendamento della Lega, invece, ripropone il permesso di soggiorno a punti subordinato, per ogni straniero con più di 14 anni, alla firma di un accordo di integrazione. Previsto un sistema di crediti e obiettivi, legati a educazione civica e conoscenza della Costituzione, che probabilmente neanche gli italiani di nascita potrebbero raggiungere. Chi non ottiene i crediti, perde il permesso.