Fdi presenta due emendamenti al decreto Giustizia in aula al Senato per ampliare l’utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui sono state autorizzate. Il presidente del Senato La Russa è pronto a dichiararli improponibili o inammissibili per evitare di mandare la maggioranza in frantumi.
La mossa del presidente del Senato Ignazio La Russa dovrebbe evitare di mandare di nuovo in crisi la maggioranza, come avvenuto già perl'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze. Questa mattina il presidente del Senato dovrebbe decidere sull'inammissibilità di due emendamenti di Fratelli d'Italia al decreto Giustizia, che contiene norme su migranti e asilo, e che oggi dovrebbe ottenere il via libera definitivo, per poi ottenere l'ok alla Camera entro l'11 agosto, pena la decadenza del dl.
I due emendamenti puntano ad ampliare l'utilizzabilità delle intercettazioni "a strascico" in procedimenti diversi da quelli in cui sono già autorizzate. La questione era stata sollevata dal procuratore antimafia Giovanni Melillo, in modo da facilitare l'apertura di indagini su reati spia per mafia. Ma già in commissione la proposta di Fdi aveva creato tensioni, con Forza Italia che aveva già espresso la sua contrarietà. I due emendamenti, a firma dei meloniani Sandro Sisler e Gianni Berrino, sono stati depositati ieri: il termine per presentare modifiche al Senato è scaduto ieri pomeriggio alle 16.15. L'obiettivo è appunto quello di ampliare il ricorso alle conversazioni telefoniche per poter aprire indagini su reati spia per mafia, modificando così l'articolo 270 del codice di procedura penale. Ma Forza Italia resta contraria e sul punto non intende arretrare. "Noi siamo contrari – ha ribadito ieri il leader azzurro Tajani – quell'emendamento non lo possiamo votare. Ma credo che sia inammissibile".










