Resta in sospeso - ma solo per alcune ore - la partita sulle intercettazioni, per poter estenderle ai reati spià per mafia in più indagini. Al Senato l’epilogo è rinviato a domattina quando sarà il presidente La Russa a decidere. Spetta a lui valutare l’ammissibilità o meno degli emendamenti proposti al decreto giustizia e immigrazione. Compreso quello sulle cosiddette intercettazioni a strascico che Fratelli d'Italia ha riproposto oggi in Aula.

Una mossa annunciata, da parte dei meloniani. Così come non è cambiato il 'no ferreo di Forza Italia sulla stessa proposta, decisa a votare contro. Ma a sminare lo scontro interno dovrebbe essere l'intervento della presidenza del Senato, dato come quasi certo e risolutorio. Se infatti la modifica di FdI fosse dichiarata difforme nei contenuti al resto del decreto, il braccio di ferro potrebbe sciogliersi da sé.

Un'ipotesi che fa comunque dire a Pierantonio Zanettin di FI che «sarebbe una decisione saggia e prudente» ricordando di aver sospettato che alcuni emendamenti non fossero in linea con il decreto e di averlo anticipato alla presidente della commissione Giustizia, la leghista Bongiorno.

Un esito che potrebbe chiudere giorni di tensione tra i due alleati e nella coalizione tutta. Battaglie che si incrociano con la legge elettorale che agita il Senato dopo lo scivolone alla Camera sulle preferenze. Sulla giustizia di certo la tensione non è mancata al Senato. Percepibile soprattutto in attesa degli emendamenti e per capire se FdI avrebbe insistito nella sua battaglia o no.