Le chat restano chiuse nel cassetto della Camera. Slitta ancora la possibilità per la Giunta per le autorizzazioni di consultare i messaggi tra l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (FdI), che non è indagato, e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese, coinvolto nell'inchiesta Bisteccheria d'Italia, il ristorante di cui i due erano soci in affari. L'ultimo capitolo di una vicenda sempre più intricata si è consumato la mattina del 31 luglio. Il segretario generale della Camera ha contattato il presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori (Avs), spiegando che per aprire il supporto contenente le conversazioni e metterlo a disposizione dei commissari è necessario attendere il parere della Giunta per il Regolamento, come indicato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. Un pronunciamento atteso per lunedì, ritenuto indispensabile per evitare uno scontro istituzionale.
Uno scontro che, tuttavia, si è già in parte consumato nelle ore precedenti. Il 30 luglio sera Dori aveva infatti firmato una nota assumendosi la responsabilità della decisione di consentire l'accesso agli atti. «Gli eventi che si sono susseguiti nel pomeriggio mi inducono a intervenire nuovamente», aveva scritto, confermando la possibilità di far visionare già oggi la documentazione sulla base dei precedenti trasmessi a Fontana, nonostante il presidente della Camera avesse nel frattempo rimesso la questione alla Giunta per il Regolamento.












