Depositati gli esiti dell’autopsia sulla morte della piccola Beatrice. La relazione medico-legale è ora sul tavolo della Procura di Imperia, che continua a mantenere il massimo riserbo sul contenuto del fascicolo. Un passaggio chiave nell’inchiesta che vede indagati per maltrattamenti aggravati dalla morte la madre della bambina, Manuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi in carcere. I funerali della piccola, morta il 9 febbraio scorso, dovrebbero essere celebrati la prossima settimana.
Nel corso delle indagini sono emersi dettagli che gli investigatori definiscono raccapriccianti. La causa della morte sarebbe un’emorragia cerebrale provocata da un violento trauma cranico. Sul corpo della bambina sarebbero state riscontrate numerose ecchimosi e lividi, lesioni che, secondo gli inquirenti, raccontano una lunga sequenza di violenze. Dalla consulenza sarebbe inoltre emerso che i polmoni della piccola presentavano condizioni paragonabili a quelli di una fumatrice. Determinanti anche le testimonianze delle due sorelline. Avrebbero raccontato di Beatrice chiusa in bagno con Emanuel Iannuzzi mentre piangeva.
Dall’altra parte della porta si sentivano colpi. Tonfi. Circostanze ora al vaglio della Procura. Le bambine avrebbero inoltre riferito che, quando Beatrice stava male, invece di chiamare i soccorsi si tentava di farla riprendere con acqua e zucchero. Per gli investigatori, quando Manuela Aiello chiamò il 118, la piccola era già morta. Ed è proprio su quanto accaduto nelle ore precedenti che si concentra una delle ipotesi più inquietanti dell’inchiesta. Il corpo senza vita della bambina sarebbe stato trasportato in auto dall’abitazione di Perinaldo, dove viveva Iannuzzi, fino alla casa della madre a Bordighera. Un tragitto che, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe avvenuto alla presenza delle due sorelline. I carabinieri del Ris di Parma hanno eseguito accertamenti in entrambe le abitazioni. Cercano tracce biologiche, riscontri e soprattutto l’oggetto contundente che avrebbe provocato il trauma mortale. Non è stato ancora trovato. Dalla consulenza autoptica emergerebbe anche un altro elemento: Beatrice avrebbe potuto essere salvata se i soccorsi fossero stati allertati in tempo. Manuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi continuano a respingere ogni accusa e a dichiararsi innocenti.










