Cambiare tutto per non cambiare niente. Tre anni dopo è ancora il turno di Roberto Mancini. Ma ve la ricordate la sua ultima volta sulla panchina della nazionale italiana? Nell’immaginario collettivo la partita del suo addio è stata l’incredibile sconfitta da dentro o fuori, per i Mondiali in Qatar, contro la Macedonia del Nord a Palermo. E invece, dopo quella (seconda, ma non ultima) disfatta, l’allenatore resta in azzurro per un altro anno. Risultato? Netto 3-0 nella Finalissima contro l’Argentina e terzo posto in Nations League. Contro l’Olanda (che batte 3-2), il 18 giugno 2023, Mancini si ferma. Il suo primo corso si chiude con questa formazione.
Con il più classico dei 4-3-3, Mancini si gioca il gradino più basso del podio schierando negli 11 titolari alcuni dei suoi fedelissimi protagonisti nel 2021 a Wembley. In porta c’è Donnarumma; Buongiorno e Acerbi compongono la coppia di difesa. Sugli esterni spazio a Dimarco e Toloi. Per un centrocampo guidato da Verratti, Cristante e Frattesi, c’è un tridente inedito con Raspadori e Gnonto sulle fasce. Retegui la punta centrale. La panchina completa il quadro: Vicario e Meret per la porta; Bonucci, Spinazzola, Darmian e Di Lorenzo gli eventuali cambi in difesa; Jorginho, Barella e Pellegrini pronti a subentrare. Davanti si preparano Chiesa, Zaniolo e Immobile. L’Italia vince 3-2 (grazie ai gol di Dimarco, Frattesi e Chiesa), Mancini – dopo una striscia di risultati utili consecutivi, uno storico Europeo e una delusione mondiale – ad agosto dirà addio.














