Ci sono due modi per guardare il Salento: assecondare il cliché del solo mare cristallino o scegliere di attraversarlo longitudinalmente, scendendo dentro le viscere della sua terra per poi riemergere, con occhi nuovi, sulle sue scogliere monumentali. A giugno, quando la luce si fa lunga e la brezza profuma di timo e salsedine, la penisola salentina si svela nel suo assetto migliore: autentica, accogliente, intima. Il mio viaggio comincia da Otranto, la porta d’Oriente, dove l’ospitalità dell’Hotel Corte di Nettuno del gruppo CDS Hotel accoglie gli ospiti avvolgendolo in un’atmosfera marinara d’altri tempi. Il benvenuto non potrebbe essere più identitario: una masterclass dedicata al rito del caffè in ghiaccio con latte di mandorla, un’istituzione locale qui firmata Quarta Caffè. È il primo contatto con una terra che fa della lentezza un valore. La sera, si consumano piatti a cena prelibatissimi, preparati con cura dallo chef che raccontano e profumano di prodotti freschi di terra e di scoglio. Ma è al calare della notte che Otranto rivela la sua anima più profonda. Il tour teatralizzato “Otranto Misteriosa” conduce tra i vicoli della città vecchia: sotto la guida di attori e narratori, le pietre millenarie e la cattedrale con il suo mosaico prendono vita, sussurrando storie di assedi, santi e leggende dimenticate.
Salento segreto, da Otranto al Capo di Leuca: la nostra guida tra caffè in ghiaccio, dolmen, tessitrici, grotte nascoste e scogliere monumentali - Il Fatto Quotidiano
Dal cuore dell'entroterra salentino alle falesie di Capo di Leuca: un viaggio lento tra storia, natura e artigianato.












