Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge – su proposta della presidente Meloni e dei ministri Giorgetti (Economia), Urso (Imprese), Pichetto (Ambiente) e Salvini (Trasporti) – per provare a calmierare i costi dei carburanti, che continuano a crescere a causa delle tensioni legate alla guerra scatenata in Medioriente da Usa e Israele.
Si tratta di un intervento di basso profilo rispetto a quelli analoghi già messi in campo a partire dal marzo di quest’anno. Stavolta il decreto riduce di 17 centesimi al litro il prezzo del diesel (tramite una riduzione dell’aliquota di accisa di 14 centesimi e dell’Iva di ulteriori 3 centesimi) fino al 6 agosto, senza toccare il prezzo della benzina; sempre per queste due settimane la stessa aliquota si applica ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idro-trattamento e al biodiesel.
Da dove arrivano le risorse a copertura? L’ipotesi iniziale, ovvero aumentare le accise su un prodotto dannoso per la salute come le sigarette, è stata accantonata. La grande parte dei fondi arriva invece dal meccanismo delle accise mobili, di fatto un sussidio ambientalmente dannoso.
Con l’accisa mobile il Governo s’impegna a utilizzare l’extragettito sull’Iva incassata dallo Stato quando il prezzo del carburante aumenta per ridurre le accise sui carburanti in un periodo successivo. In questo caso, Giorgetti ha specificato che per lo sconto alla pompa fino al 6 agosto verrà usato l’extragettito maturato a giugno, poi si vedrà. Si tratta comunque di una cifra rilevante.














