Il governo Meloni si prepara ad approvare, già questa settimana, un primo decreto legge per gli automobilisti: il prezzo di benzina e diesel è ormai prossimo a superare i 2 euro al litro ovunque. Così, dovrebbe arrivare un intervento-tampone che ribassi leggermente i costi dei carburanti. Più avanti si valuteranno misure più ambiziose, ma i soldi sono pochi.
Mentre il dibattito politico si concentra sui casi di cronaca – da Mario Roggero ad Abderrahim Fakir, fino alla Val di Susa – i cittadini si trovano ad affrontare una nuova ondata di rincari del carburante. Gasolio e benzina hanno continuato la loro lenta risalita da quando il governo Meloni ha cancellato il taglio delle accise, il 3 luglio. Oggi il diesel costa in media 2,18 euro al litro e la benzina è prossima ai 2 euro al litro (1,981 euro nel fine settimana), fuori dall'autostrada.
Così, l'esecutivo prepara un primo intervento-tampone da approvare in Consiglio dei ministri già questa settimana. Si era ipotizzata la data del 4 agosto, ma il governo potrebbe anticipare i tempi. Successivamente, si ragionerà di interventi più ampi. Il problema è che i costi sono alti, quando si parla di aiuti contro il caro carburante, e i soldi a disposizione sono pochi. Quando arriva il primo intervento del governo contro il caro benzina La data ipotizzata era quella di martedì 4 agosto, ma il governo potrebbe riunirsi nel Consiglio dei ministri già questa settimana. L'obiettivo sarebbe approvare una misura-spot che permetta di abbassare temporaneamente il prezzo del carburante, almeno per una settimana. Poi, nella prima settimana di agosto, prolungare con un nuovo intervento. Giusto in tempo per accontentare, almeno in parte, chi partirà nella prima metà di agosto per le vacanze.











