Vertice a palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sull'ultimo pesante rincaro dei carburanti. Il piano per ridurre di 7-10 centesimi al litro, mentre i prezzi aumentano a due centesimi al giorno

Se a fine luglio i prezzi dei carburanti sono già alle stelle, il rischio che la stangata per famiglie e imprese diventi dolorosissima si fa sempre più concreto se si pensa quando ci saranno esodi e controesodi vacanzieri ad agosto. Già ora il diesel ha toccato una media di 2,161 euro al litro, un valore che supera il record segnato a marzo 2022 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, mentre la benzina è arrivata a 1,968 euro. Lo certificano i dati diffusi dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese, secondo cui in autostrada la situazione è ancora più pesante: la benzina costa 2,059 euro al litro e il gasolio 2,228 euro. Da giorni i due carburanti salgono di uno o due centesimi al giorno, una corsa legata alla nuova escalation del conflitto in Iran che ha spinto entrambi oltre la soglia psicologica dei due euro.

Cosa è emerso dal vertice tra Meloni e Giorgetti

Una possibile risposta ai rincari, o quantomeno un segnale che qualcosa si vorrebbe fare, la si è cercata ieri 24 luglio, con un vertice a palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Secondo la ricostruzione de La Repubblica, firmata da Giuseppe Colombo, Meloni ha chiesto al collega quante risorse siano disponibili in cassa: appena tre settimane dopo aver deciso di non rinnovare gli sconti al distributore, la premier è costretta a cambiare rotta di fronte a quella che nel suo ragionamento è una «corsa impazzita» degli ultimi dieci giorni, diversa dal rialzo fisiologico registrato a inizio luglio. Il prossimo Consiglio dei ministri è fissato per il 4 agosto, ma potrebbe arrivare troppo tardi: per questo si valuta un decreto già la settimana prossima. Fonti di Palazzo Chigi, citate da La Stampa, confermano che si sta lavorando in questa direzione, ma senza decisioni definitive né tempistiche certe.